Monregale 4 - 1 Azzurra

10 May 2018 - 21:00 at Centro sportivo Monregale

La squadra che vinse due volte

 

“Festeggiano come se avessero vinto la Champions League”, commenta un sostenitore avversario a fine partita, mentre dagli spogliatoi riecheggiano i canti di vittoria dei ragazzi della Monregale, che hanno appena macinato l’Azzurra. Sì, in effetti è così, cari amici, per una volta festeggiamo, ci lasciamo andare, massì, esageriamo (rimanendo comunque sempre, ampiamente, tra le righe): non abbiamo vinto un accidente, ai fini della nostra classifica la partita non contava assolutamente nulla, eravamo già matematicamente salvi, semmai quello che aveva ancora qualcosa da giocarsi era il nostro avversario. Bravissimi, avete ragione, non fa una piega. E allora perché festeggiare? Per lo stesso motivo per cui la Monregale ha giocato una delle migliori partite in quanto ad intensità, grinta, carattere, voglia, in questi suoi due anni di vita.

Si chiama “orgoglio”.

Punzecchiato da un ricorso alla Giustiza sportiva promosso dall’Azzurra lo scorso giovedì (testo del ricorso inviatoci come da manuale con raccomandata con ricevuta di ritorno, giunta in forma cartacea – ironie della vita – proprio stamattina, venerdì, e pronto per essere inquadrato ed appeso in segreteria), ricorso accolto nel tardo pomeriggio di martedì, con frettolosa comunicazione telefonica al nostro presidente da parte degli uffici federali, praticamente contestuale all’invio del comunicato con programmazione del “replay” giovedì 10 maggio. Dimenticando, probabilmente, che non siamo professionisti, che viviamo di programmazione settimanale in cui la logistica, i responsabili e la segreteria si fanno un mazzo tanto per far quadrare gli orari degli allenamenti, delle partite, della gestione dei campi. Insomma, una decisione che dal punto di vista organizzativo-amministrativo ci ha particolarmente mal disposti e ha per un attimo fatto passare in secondo piano l’abituale aplomb ed i buoni sentimenti.
E poi, c’è la questione più strettamente legata al campo, al calcio vero e proprio. E’ stata una notizia difficile da comunicare a mister Enrici, allo staff, e ai ragazzi, il fatto di dover ri-giocare una partita già meritatamente vinta sul campo. Non osiamo immaginare se la matematica non ci fosse stata amica, e se l’inopinato “replay” fosse stato decisivo ai fini del discorso salvezza. Con giocatori (ripetiamo, non professionisti) che lungo la settimana hanno i loro impegni di lavoro, di studio, di famiglia, si rischiava di andare a giocarsi un’intera stagione con la rosa dimezzata, mentalmente scarichi o ancor peggio terrorizzati.
L’errore tecnico confessato dall’arbitro Federico Leuci di Nichelino (una punizione a due non fischiata a favore dell’Azzurra al 95′: probabilmente è dai tempi della superinflazionata magia di Maradona ai danni di Tacconi nel 1985 che non ne vediamo segnare una decisiva) porta a questo frettoloso pasticcio, e per quanto ci riguarda ad un rincorrersi di ipotesi tra sarcasmo, fantascienza e realtà che denotano una certa “rabbia” – non lo nascondiamo – nell’ambiente Monregale. Sdoganiamo pure il termine: eravamo fortemente incazzati. Una incazzatura però trasformata in campo (è lì che si vincono le partite) in una super prestazione di “orgoglio” (tanto per citare virgolettati due sostantivi che formano il titolo di un libro di una famosa giornalista e scrittrice italiana), un ribollire di nervi incanalata in modo perfetto, superbo, impeccabile, dallo staff tecnico, e rifiorita in campo nei piedi (e nella testa) dei ragazzi, forse mai così concreti, convinti, uniti verso un unico obiettivo. Perché la “rabbia”, anche quella sportiva, se mal gestita, se lasciata tracimare può anche diventare dannosa, pericolosa, persino per l’incolumità dei giocatori in campo. O poratre a becere manifestazioni di prepotenza fuori. Tutto questo non è successo, perché la gestione del “replay”, da parte di tutto l’ambiente, è stata di un’intelligenza cristallina.
Così – per tornare a parlare di calcio giocato – ne è scaturita una partita vera, giocata su entrambi i fronti, in cui la Monregale sul sintetico del Centro sportivo di corso Francia ha dimostrato una superiorità schiacciante in quanto a tecnica, organizzazione, brillantezza. Soprattutto nel primo tempo, dopo un avvio titubante dal quale scaturisce il gol del vantaggio ospite, i ragazzi di Enrici hanno preso letteralmente a pallate l’avversario, realizzando quattro reti di ottima fattura, e dando l’impressione di poter ulteriormente dilagare.
Dopo il lungo e doveroso preambolo, ecco dunque qualche spunto di cronaca: al 5′ alleggerimento errato di Gonella che serve involontariamente a trequarti Fenoglio, palla in avanti per Roccia che dal limite prova il tiro rasoterra, conclusione sporcata da una deviazione, Gonella non ci arriva, Azzurra in vantaggio. Esultanza e speranze ospiti durano lo spazio di non più di cinque minuti, quando cioè Jaku si inventa un capolavoro di pallonetto da oltre 25 metri che beffa il malcapitato Gazzera insaccandosi a centro porta sotto la traversa. Una parata di Gonella al 19′ su tiro dal limite di Pellegrino è il preludio a due minuti di fuoco che consentono alla Monregale prima di ribaltare la situazione e poi addirittura di allungare: 21′, conclusione rasoterra di Daziano dal limite allungata in corner alla bell’e meglio da Gazzera, dalla bandierina Cavallo, tagliatissimo sul primo palo dove c’è densità, Federico Tomatis anticipa tutti con un colpo di testa micidiale che si infila in rete per il 2-1. Minuto 23, azione in velocità splendida che si sviluppa sulla sinistra, cross rasoterra per Lucchino che si inserisce perfettamente e tramuta in oro l’assist al bacio: 3-1. Quasi passa inosservata la bella deviazione di Gonella al 26′ su un tiro dal limite di un avversario che non identifichiamo, perché la Monregale è super frizzante, concentrata, cattiva il giusto su ogni pallone, ogni contrasto, non concede metri all’avversario e soprattutto mette in mostra combinazioni rapide ed incisive che gli avversari manco si sognano; al 34′ Tomatis ci prova da lontano, palla alta di poco; al 36′ apoteosi poker con scucchiaiata a centro area sulla quale si inserisce rapidissimo Serra che anticipa tutti, anche l’uscita di Gazzera, pallonetto con la punta del piede e palla che rotola in rete. Azzurra completamente frastornata, nel secondo tempo la Monregale mantiene il pieno controllo, gestisce la partita come le pare e dosa le energie per il prossimo appuntamento – l’ultimo – in calendario già domenica con l’Olimpic Saluzzo. Da annotare una buona uscita di Gonella che interrompe una pericolosa azione di Tallone ad inizio ripresa, un bel gesto tecnico di Cavallo che al 10′ si accentra partendo da destra e calcia con il sinistro molto forte, fuori di poco, ed infine un’occasione per l’Azzurra – viziata peraltro da un evidente fuorigioco – con Tallone che arriva da destra a tu per tu con Gonella ma il portiere monregale è bravo a sbarrargli la strada respingendone la conclusione.

E poi spazio alla festa. Come se avessimo vinto la Champions? Sì, perchè la vittoria ce la siamo meritata.
Due volte.

MONREGALE: Gonella, Sampò, Griseri, Cuniberti, La Sala, Lucchino, Serra (40′ st Mazouf), Tomatis, Jaku (27′ st Miha), Cavallo (18′ st Capellino), Daziano (36′ st Barberis). A disp. Turco, Gasco, Di Fede. All. Enrici.
AZZURRA: Gazzera, Tallone, Bonelli, Caldano, Rinaudo, Pellegrino, Roccia (39′ st M. Mana), S. Mana (22′ st Dutto), Fenoglio, Vallati (31′ st Caviglia), Bono. A disp. Coates, Ghibaudo, Civalleri. All. Blua.
Arbitro sig. Vincenzo D’Ambrosio Giordano di Collegno.
Reti: pt 5′ Roccia (A), 11′ Jaku (M), 21′ Tomatis (M), 23′ Lucchino (M), 36′ Serra (M).
Note: spettatori 70 circa. Ammoniti Sampò, Mazouf (M), Tallone (A). Tempo di recupero: pt 2′, st 3′.

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