Metodo Coerver: un coach internazionale al CSM

22 Settembre 2018

Primo appuntamento ufficiale sul campo con la metodologia Coerver coaching, “testata” dai nostri ragazzi del Settore giovanile agonistico venerdì pomeriggio sul sintetico del Centro sportivo Monregale, con il coordinamento del mister Marco Brunetti e la supervisione del responsabile del Settore giovanile Roberto Aimo. Dopo il Coerver city camp, si tratta della prima iniziativa che vede applicato nel concreto il metodo di allenamento a cui la Monregale ha aderito, come narrato nel corso della conferenza stampa dello scorso giugno. Nel corso del pomeriggio, con mister Brunetti ci si è concentrato sul lavoro 2vs2, 3vs2, 4vs2 in inferiorità numerica, e sui concetti di base della fase difensiva e di quella offensiva. Alla seduta hanno partecipato come osservatori anche alcuni tecnici del Settore giovanile della Monregale.

Marco Brunetti
Docente internazionale Coerver Coaching: “Non è solo un gioco!”

Marco Brunetti, classe 1982, di origini milanesi, è uno dei cinque docenti internazionali del network Coaching sport.
«Significa – ci racconta – che posso andare all’estero a svolgere attività di coaching: l’ultimo appuntamento fuori confine è stato a Londra, un aggiornamento di tre giorni con Alfred Galustian, il co-fondatore del metodo Coerver».
Il suo passato di calciatore: «Il mio ruolo era quello di difensore centrale. Ho fatto tutta la trafila del Settore giovanile dell’Inter, facendo anche parte delle squadre che hanno conquistato il successo nei Campionati nazionali Allievi e Giovanissimi. Poi sono passato alla Pro Sesto, e successivamente ho proseguito la carriera in squadre di Serie D e di Eccellenza, chiudendo due stagioni fa».
Chiusa la parentesi da giocatore, Marco si è immediatamente concentrato sull’esperienza di coaching: «Non mi sono mai fermato, ho allenato squadre di ragazzini, affiancando alla mia attività lavorativa di insegnante di Educazione motoria presso una Scuola paritaria del Milanese. L’ultimo anno non ho allenato, mi sono concentrato esclusivamente sugli aggiornamenti».
Subito amore con la metodologia Coerver: «Ha caratteristiche fondamentali uniche: ogni ragazzo lavora con il suo pallone, ed anche in spazi ridotti c’è la possibilità per tutti di esprimersi. Non ci sono mai tempi morti, si attivano un sacco di “sfide”, uno contro uno, eccetera, che permettono un intenso lavoro cognitivo. Con la metodologia Coerver, lavora il cervello e di conseguenza lavorano i piedi. Non da ultimo, è un sistema che consente di sfruttare al massimo tutto il tempo a disposizione, che per i mille impegni che ci coinvolgono oggiogiorno è sempre più ridotto».
Una interessante riflessione a margine sull’attività di calcio giovanile: «Spesso in molti si dimenticano che questo non è “solo un gioco”. Ci vuole preparazione, sono necessari tempo ed attenzione per elaborare quello che poi viene proposto ai ragazzi sul campo. Se si lavora seriamente, non si può dare mai spazio all’improvvisazione. Un lavoro a cui molto spesso, specie per chi è “al di fuori” degli spazi di gioco e di allenamento, , non viene mai data la giusta considerazione ed il giusto valore».


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