I primi tesserati con lo “ius soli sportivo”

11 ottobre 2016

Uno si chiama Merdi Nzuzi, ed è congolese; l’altro invece è Eduard Costantin Romaniuc, ed è di nazionalità romena. Sono entrambi classe 2006, e sono tesserati per la Monregale calcio. Sono i primi ragazzi di nazionalità straniera extracomunitaria della nostra società a beneficiare del cosiddetto “ius soli sportivo”, ossia la possibilità per i minori stranieri regolarmente residenti in Italia almeno dal compimento del decimo anno di età di essere tesserati presso le federazioni sportive con le stesse procedure previste per il tesseramento dei cittadini italiani, così come previsto dalla legge 12 del 20 gennaio 2016.
Il dibattito su “ius soli” – ovvero l’acquisizione automatica della cittadinanza relativa al paese in cui si nasce, indipendentemente da quella dei propri genitori – e “ius sanguinis” – ossia l’acquisizione, alla nascita, della cittadinanza dei genitori – è molto vivo, non solo ovviamente a livello sportivo, e non solo in Italia. Nei paesi europei non c’è uniformità nell’applicazione dell’una o dell’altra formula. Nel nostro paese vige ancora lo ius sanguinis (se i miei genitori sono di nazionalità, esempio, marocchina, anche se nasco in Italia io avrò cittadinanza marocchina, fino al compimento del 18° anno di età, o finché i miei genitori non acquisiranno cittadinanza italiana), con modifiche in itinere. Ma da quanto abbiamo potuto constatare nel nostro lavoro di segreteria… vige, soprattutto, molta confusione. Principalmente, una insufficiente informazione (forse, in alcuni casi, anche insufficiente voglia di informarsi) che porta a misconcezioni molto comuni: “Mio figlio è nato in Italia, quindi è italiano”. Sbagliato. Fa fede ciò che racconta la carta di identità, alla voce “cittadinanza”. E purtroppo, se la voce non dice “italiano”, per una segreteria sportiva come la nostra parte un iter il più delle volte molto complesso, che porta all’acquisizione di documenti (richiesti dalla Federazione) che vanno dai permessi di soggiorno fino ai documenti che attestano l’impiego dei genitori del ragazzo. Un lavoro complesso, e spesso anche accolto malvolentieri dalle famiglie, che non colgono la necessità di esibire certi tipi di documenti solo per poter far giocare a pallone il loro figlio.
Grazie allo “ius soli sportivo”, invece, per chi si iscrive alla Monregale è sufficiente esibire un certificato di residenza storico (che si fa nel Comune di residenza) che attesti che il ragazzo da tesserare è regolarmente residente in Italia almeno da quando ha compiuto dieci anni. Una piccola rivoluzione normativa, orientata a snellire le procedure burocratiche, e in senso più alto – come dice il dispositivo di legge – a favorire l’integrazione sociale dei minori stranieri. Una opportunità che la Monregale ha colto sin da subito, a favore dei suoi tesserati.


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