Davide Amenta nuovo delegato assembleare in FIGC

16 Gennaio 2021

Christian Mossino è stato recentemente rieletto alla presidenza del Comitato Regionale Piemonte e Valle d’Aosta della FIGC-LND per il quadriennio 2021/2024 con 356 voti. Tra gli eletti per il territorio cuneese, in Consiglio siederà Enrico Giacca, mentre tra i delegati assembleari abbiamo Gianluca Costa, presidente della polisportiva Montatese, e Davide Amenta. Dopo aver guidato da presidente la Vicese, per sei anni, ha contribuito in modo sostanziale alla nascita della Monregale calcio, della quale è stato presidente per quattro anni; ora fa parte del Consiglio di amministrazione della società.

Oltre dieci anni di calcio, nei quali ha imparato, studiato, approfondito, per mettere oggi a disposizione la sua esperienza acquisita a livello federale. Con i 220 voti conquistati nella tornata elettorale diventa Delegato assembleare del Comitato regionale Piemonte: una sorta di “antenna” per il territorio di riferimento, in raccordo con il Consiglio ed il presidente. Un ottimo risultato personale, ma importante anche per il territorio del Cuneese e soprattutto del Monregalese.

Davide Amenta, iniziamo in modo anomalo, da dove di solito… si conclude: i ringraziamenti.

Per questo risultato, ringrazio innanzitutto le società che mi hanno dato fiducia; il delegato provinciale Pino Chiavassa, il consigliere Enrico Giacca, e naturalmente il presidente Christian Mossino, che mi voleva in squadra con sé già quattro anni fa. Allora, alla chiamata avevo preferito rispondere di no…

Cos’è cambiato da allora?

In quel periodo stava nascendo questo bellissimo progetto che si chiama Monregale. Ho preferito concentrarmi sul grandissimo lavoro che abbiamo dovuto mettere in campo per creare la nuova società. Poi in ambito Monregale ho avuto la grande opportunità di poter “passare la palla” ad Igor Bertone che si è preso in carico la presidenza, e ho potuto concentrarmi su questa nuova avventura.

E proprio di avventura si parla, sin dalla campagna elettorale.

È stata un’esperienza del tutto nuova, ma molto positiva. È stato in questo periodo che ho capito il reale valore di questa bella squadra di cui ho fortuna di far parte. Tutto organizzato in modo capillare, ogni sera un team di trenta persone si ritrovava in videoconferenza per discutere dei vari temi e delle problematiche, suddivise per provincia. Ognuno con il proprio compito, senza interferenze.

Il vero lavoro, però, inizia adesso.

È una sfida, in merito alla quale imparerò ogni giorno. Credo nel programma e come ho già detto nella squadra. Spero di poter portare un contributo positivo alla causa. Certo, il territorio è vasto e variegato, e le “cose da fare” sotto l’aspetto gestionale ed organizzativo sono davvero molte. Per un’idea di massima, a partire dai dati, vi invito a dare un’occhiata al Bilancio sociale del Comitato pubblicato quest’anno (scaricabile su https://piemontevda.lnd.it/wp-content/uploads/2020/12/BILANCIO-SOCIALE-FIGC-LND-CR-PIEMONTE-VDA_report2020-DEF.pdf ndr).

Un tema particolare da sviluppare?

Politicamente, proseguiremo compatti sulla ferma opposizione alla nuova legge quadro nazionale sullo sport, ed in particolare sulle tematiche del vincolo e del lavoro sportivo, cercando di far sentire la nostra voce.

E nei confronti delle società?

Nel passato le società avvertivano la Federazione come qualcosa di lontano, di estraneo al loro lavoro quotidiano. L’obiettivo è di proseguire negli intenti già sviluppati dal presidente Mossino nel primo mandato, e cioè di dare forza a tutto il territorio, alle società, senza lasciare indietro nessuno, in modo che tutte le realtà, anche quelle periferiche, siano adeguatamente rappresentate.

Come ci si arriva?

Faccio mio un appello a tutti i presidenti e ai dirigenti delle società del territorio: non abbiate remore a chiamarci, a contattarci, a farvi sentire sottoponendo questioni e problematiche. La Federazione è un strumento, pagato dalle società, e deve saper dare risposta alle necessità.

Nel corso della campagna elettorale hai avuto modo di parlare con le società del territorio. Cosa hai avvertito, in rapporto al difficile momento che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria?

C’è molta incertezza, ci sono molti dubbi. In alcune società c’è anche paura, alcuni sono scoraggiati. Ma è comprensibile. Ricordiamo che siamo dilettanti, che lo sport ed il calcio sono soprattutto una passione, che le nostre risorse sono persone che hanno altri lavori e una famiglia, che magari non si sentono di mettere a rischio. In un momento in cui il problema è la sopravvivenza, questi sentimenti sono comprensibili.

Un messaggio per chi opera nelle società dilettantistiche, e soprattutto ai nostri ragazzi dei Settori giovanili.

Per il futuro sono ottimista. Gli interventi sanitari, i protocolli di sicurezza, ci fanno viaggiare verso la ripresa. Per i nostri ragazzi, un messaggio solo: non abbiate paura.

 

 


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