Mossino: “Non ci sono le condizioni per riprendere”. Salvaguardia dei titoli sportivi, no retrocessioni

22 Aprile 2020

(r.f.) – “Al momento non ci sono le condizioni per riprendere e concludere i campionati, per una situazione sanitaria e sociale che va ben oltre il 4 maggio”. Emerge un elemento chiaro, dalla diretta del presidente del Comitato regionale Piemonte della FIGC-LND Christian Mossino, visibile oggi nel tardo pomeriggio. Una “verità” per certi versi palese ed evidente ma messa ora nero su bianco dai presidenti dell’Area Nord, che hanno condiviso nelle scorse ore un documento con la Lega Nazionale Dilettanti. Attenzione, però, Mossino chiarisce che non dobbiamo automaticamente fare “due più due”: allo stato attuale non si può dire che i nostri campionati sono sospesi e conclusi.
Le parole del presidente Mossino richiamano un momento che – non lo scopriamo certo noi – è di grande incertezza, sotto tutti i profili: anche all’interno del nostro piccolo-grande mondo del calcio locale, c’è un “problema sportivo”, con ragazzi che non si possono allenare né giocare; un “problema sociale”, perché il nostro è, per le famiglie, un servizio che è venuto a mancare; un “problema economico”, con ricadute importanti su tutto il sistema e sulle società. “Un impatto devastante”, ha evidenziato Mossino, senza mezzi termini.

Il ruolo della LND: “Salvaguardare atleti e responsabili”

Giocare o non giocare? Ripartire o chiudere? Mossino ha chiarito il ruolo del Comitato LND in questo contesto ingarbugliato: “Innanzitutto è nostro compito salvaguardare la salute di tutti i tesserati – chiarisce il presidente -; inoltre, dobbiamo salvaguardare i presidenti, che hanno la responsabilità di quanto accade ai loro tesserati; infine, dobbiamo iniziare a lavorare per il futuro. Siamo stati i primi a dare lo stop alle attività, e abbiamo sempre seguito i dettami dei vari decreti che si sono susseguiti. Ora è anche il momento di pensare al domani”. Da qui il confronto dell’intera Area Nord, “che ha avuto anche il contributo del presidente nazionale Sibilia, che ha preso atto e condiviso le nostre posizioni”, aggiunge Mossino, che ha portato al documento già citato: “in queste condizioni, non si può riprendere a giocare, l’attivazione della fase 2 non consente attività come il gioco del calcio”.

E se non si riprende? Salvaguardia delle prime, no retrocessioni

La notizia più ghiotta, la news più attesa, era senz’altro quella relativa a cosa succederà nel caso i campionati finiscano veramente qui. Anche in questo caso, nulla di definito, ma l’orientamento è chiaro e – da quanto si può intuire – difficilmente cambierà nelle prossime ore o giorni: “Vi sono scenari diversi – evidenzia Mossino – ma la nostra priorità è quella di salvaguardare i meriti sportivi acquisiti fino a questo momento sul campo, poterli mantenere quindi per applicarli ai meccanismi di promozione o riempimento di organici”. Che significa in soldoni? L’abbiamo intesa così: le prime classificate al momento dello stop avrebbero una sorta di priorità per accedere alla categoria superiore in caso di posti vacanti o ampliamenti di organico. Perché – chi bazzica il calcio locale lo sa – in estate le operazioni di iscrizione ai campionati sono da sempre un guazzabuglio di squadre che spariscono, squadre che si fondono, squadre che cambiano nome: creare gli “organici” dei campionati non è così semplice e matematicamente immediato come si potrebbe pensare, potrebbero insomma crearsi “buchi” per cui le attuali prime classificate avrebbero chance di promozione. Ma solo il tempo chiarirà questo punto in modo definitivo. L’altro orientamento riguarda le retrocessioni, che dovrebbero essere “congelate”. Le idee sarebbero valide sia per i campionati di Prima squadra, che per quelli di Settore giovanile.

L’aspetto economico

Ultimo ma non da ultimo, la questione economica e finanziaria: “Dobbiamo attivare tutte le leve a nostra disposizione – chiarisce Mossino al riguardo – per venire incontro alle società con aiuti e supporti, a salvaguardia del loro futuro”. Esempi: agevolazioni sui costi di iscrizione per la prossima stagione, dato che quella attuale la si è pagata per intero usufruendone per metà; il risarcimento dei costi assicurativi per cui è valido lo stesso ragionamento, sulla scorta di alcuni “bonus” già attivati nel settore della RC auto; l’opportunità di accedere ad aiuti finanziari attraverso il canale del Credito sportivo. A tal proposito, “il 28 aprile – conclude Mossino – avremo un incontro con il CONI e con l’assessore regionale Ricca per avanzare proposte e poter evidenziare le nostre necessità”.


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